Il processo di Calcinazione Alchemica in Psicologia

Elemento: fuoco • Metallo: piombo • Pianeta: Saturno • Colore: Nero
Simboli: re, sole, lupo, leone rosso, fenice, corvo
Immagini oniriche: teschi, pire funebri, draghi, deserti, febbri, terremoti, valanghe, incendi boschivi

La calcinazione (nigredo) è il primo stadio del processo alchemico di trasformazione. Chimicamente, comporta il riscaldamento intenso del materiale su cui si lavora per allontanare l’acqua e le impurità in modo che tutto ciò che rimane è una polvere fine e secca. Letteralmente, è la riduzione della terra in cenere attraverso l’applicazione del fuoco.

Psicologicamente, sperimentiamo la calcinazione durante quei momenti della nostra vita in cui sentiamo che tutto è andato in pezzi. Il cambiamento estremo ci fa mettere in discussione quegli elementi nella nostra vita che pensavamo fossero solidi. La perdita improvvisa sotto forma di disoccupazione, divorzio o morte può accelerare l’esperienza della calcinazione. È un momento di sconvolgimento e confusione, spesso accompagnato da emozioni di rabbia e paura.

La Resurrezione dello Spirito dalla cenere

Nel corso delle nostre vite la calcinazione è imperativa, per quanto scomoda possa essere. Tecnicamente, è in questi momenti della nostra vita che bruciamo la pesantezza della personalità adattata per rivelare l’anima. Se abbiamo attraversato gran parte della nostra vita acquisendo un senso di sé da elementi esterni, perdere quegli elementi provoca una crisi di identità. Ad esempio, se il mio senso di chi sono e la mia importanza deriva dal mio lavoro, chi sono se perdo il lavoro?

Da una prospettiva psicologica, la calcinazione affronta l’attaccamento all’ego malsano o la rivelazione dell’illusione della persona o del falso sé che potremmo esserci abituati a presentare al mondo. Creiamo questi falsi sé come un modo per proteggerci dal giudizio, dal rifiuto e dalla vergogna. Questi sono gli stessi ruoli creati da un ambiente familiare malsano. Ma, creati da un luogo di paura e incertezza, questi non sono riflessi del meglio o della verità di noi. Sono basati sulla vergogna e quindi limitano l’anima.

Anche Caravaggio, che spesso infonde le sue opere di simboli alchemici, in Davide e Golia (1597) ha voluto rappresentare simbolicamente la prima fase alchemica (nigredo) con la morte dell’ego:


La calcinazione può essere vissuta come una “notte oscura dell’anima”, momenti solitari e spaventosi in cui sentiamo di aver perso la nostra strada e non sappiamo a chi rivolgerci. E facciamo tutto il possibile per evitare la calcinazione. Ci aggrappiamo a lavori che ci fanno sentire a disagio. Ci aggrappiamo a relazioni che sembrano vuote o, peggio, offensive. Trascuriamo i nostri corpi, sentiamo e tuttavia ignoriamo gli effetti fisici. Resistiamo al cambiamento, anche se è verso il positivo, perché quel cambiamento può innescare una serie di domande che ci porteranno a dover guardare in alcuni posti scomodi. Se non questo, allora cosa?

Questa vita dovrebbe permetterci di raggiungere il nostro pieno potenziale. Lo Spirito non intende che restiamo piccoli, incerti e spaventati. La calcinazione, sebbene tutt’altro che confortevole, è la chiamata per ricordare la nostra Essenza. Quindi, dal punto di vista della crescita spirituale, questo è un momento significativo. È il momento in cui ci apriamo alla possibilità che nella vita ci sia molto di più di quanto ci viene offerto nel mondo materiale. È un mondo interiore ricco e vibrante che aspetta di essere scoperto; che ci allinea con l’autenticità e il sé. La fase successiva, la dissoluzione, ci avvia veramente sulla strada.

calcinazione

Se volete approfondire il tema delle trasformazioni alchemiche applicate alla psicologia, vi consigliamo:
The Emerald Tablet: Alchemy of Personal Transformation di Dennis William Hauck

The Emerald Tablet

Riflessioni alchemiche personali (11-17 Gennaio)

Questo articolo fa parte di una serie più ampia di riflessioni, da intraprendere in periodi dell’anno specifici, per consentirci di ri-conetterci con noi stessi seguendo i ritmi della natura. Lo spieghiamo qui: Ruota dell’Anno

  • 11 gennaio: hai mai avuto la sensazione di non sapere chi sei?
  • 12 gennaio: rifletti su un periodo della tua vita in cui ti sei sentito perso e insicuro.
  • 13 gennaio: Quali sono gli elementi o aspetti più importanti della tua vita?
  • 14 gennaio: se hai sofferto di depressione, cosa ti ha aiutato ad alleviarla?
  • 15 gennaio: Quali qualità non ti piacciono o rifiuti di più dentro di te?
  • 16 gennaio: cosa ti dà conforto in tempi difficili?
  • 17 gennaio: quale consideri la tua più grande forza?

Estratto da: Tiffany Lazic, “The Great Work: Self-Knowledge and Healing Through the Wheel of the Year”.

The Great Work

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