Mitologia: nascita del Figlio della Luce

Nell’emisfero Nord del pianeta, il periodo dal 21 Dicembre alla fine dell’anno è un tempo di profonda oscurità. E per i popoli antichi, questo era un periodo di scarsità ed incertezza.

Tutto quello che era stato seminato e raccolto veniva conservato con attenzione; perché le scorte dovevano bastare per tutto il periodo invernale. Dovevano sperare di aver pianificato bene. La mancanza di cibo avrebbe minacciato la sopravvivenza, in genere dei giovanissimi e degli anziani. L’autosufficienza era la chiave.

Inoltre, nell’antichità le popolazioni erano isolate le une dalle altre, viaggiare era molto più difficile e pericoloso, soprattutto in inverno. Come tale, era anche il tempo per riconoscere la dipendenza degli uni dagli altri, la necessità di far parte di una comunità/tribù/famiglia per superare questo periodo buio. Un tempo per raccogliersi davanti al fuoco ad ascoltare i racconti degli anziani, per essere trasportati fuori dal freddo e dal buio.

Celebrazioni

figlio della luce

Il Solstizio d’Inverno è di per sé un periodo molto importante. Con i giorni più corti e le notti più lunghe dell’anno, segna la rinascita della luce. Una celebrazione dell’ordine sopra il caos, e della luce sul buio. In molte tradizioni, viene simbolizzato dalla nascita del figlio della luce, l’essere divino che porta speranza e la promessa di una nuova vita. Questo è il tema che più segna questa fase dell’anno. La rinascita del figlio della luce è il momento nel quale sappiamo con certezza che la luce ritornerà di nuovo, e noi saremo sopravvissuti ad un altro periodo di caos ed incertezza.

Anche altre tradizioni celebravano in questo periodo la nascita del figlio della luce e la sconfitta dell’oscurità. Gli antichi babilonesi con Tammuz e i persiani con enormi falò. Ma una delle feste più note di questo periodo sono i Saturnali romani. La vicinanza dei Saturnali al solstizio d’inverno rimanda al monoteismo solare, la convinzione che il Sole (Sol Invictus) alla fine racchiuda tutte le divinità come una sola. Tutto questo, celebrato in sette giorni di festa e banchetti sfrenati; con i padroni che servivano gli schiavi, che potevano fare come volevano.

Queste le celebrazioni del Solstizio d’Inverno nelle diverse culture (con link):

La nascita del figlio della luce: il nostro nuovo inizio

Secondo La Ruota dell’anno, la celebrazione del Solstizio d’Inverno segna appunto la nascita del figlio della luce.

“In ognuno di noi c’è un bambino del genere. Veniamo in questo mondo emanando la nostra essenza, non ancora toccata dalle percezioni e dai vincoli che sperimenteremo in seguito. Il processo di auto-conoscenza si ottiene attraverso la rimozione di percezioni limitanti. Ogni strato che scopriamo e rimuoviamo aiuta a rivelare la luce che splende al di sotto. È questo viaggio di scavo e rivelazione che intraprenderemo durante tutto l’anno a venire. Questo è il processo di rivendicazione del Figlio della Luce. Il Solstizio d’Inverno segna la promessa del futuro e l’inizio del nostro viaggio verso l’autorealizzazione “. Tiffany Lazic, The Great Work

The Great Work

Antichi archetipi culturali del figlio della luce

  • Marduk (Babilonia). La rievocazione della sconfitta di Tiamat da parte di Marduk rappresentava un ciclo di rinnovamento e il trionfo sul caos.
  • Mithra (Persia), la cui nascita veniva celebrata il 25 Dicembre. Era particolarmente amato anche dai soldati romani, che lo chiamavano “Sol Invictus”.
  • Horus (Egitto) è il figlio di Iside e Osiride, nato a seguito della resurrezione di Osiride. È raffigurato come il dio del sole dalla testa di falco che ha offerto protezione.
  • Yule (Norvegia). Le celebrazioni si tenevano il 21 Dicembre e iniziavano con l’accensione di grandi tronchi nel focolare. Questo simboleggiava la forza e vittoria della luce nonostante sull’oscurità all’esterno.
  • Brumalia (Antica Roma), un antico festival romano in onore di Saturno / Crono e Cerere / Demetra, e in alcuni casi Bacco. In epoca bizantina, le celebrazioni iniziarono il 24 novembre e durarono per un mese, fino ai Saturnalia e alla “Rinascita della Luce”.
  • Koliada (Slavi) è una divinità mitologica che simboleggia la rinascita del Sole invernale. Celebrato il 21 Dicembre, il giorno in cui il Dio Nero e altri spiriti associati al decadimento e all’oscurità erano più potenti.
  • Yaldā (Persia). è la notte più lunga e buia dell’anno (21-22 Dicembre), ed anche carica di pericoli; per questo amici e familiari si riuniscono davanti al fuoco per mangiare, bere e leggere poesie fino a ben oltre mezzanotte. Si mangiano melograni e angurie. Il colore rosso in questi frutti simboleggia le tonalità cremisi dell’alba e il bagliore della vita.

Riflessioni mitologiche personali (21-27 Dicembre)

  • 21 dicembre: rifletti su un momento della tua vita in cui hai sperimentato il caos.
  • 22 dicembre: come ti senti quando tutto intorno a te sembra buio?
  • 23 dicembre: hai mai avuto un momento in cui hai perso il controllo?
  • 24 dicembre: quali simboli ti parlano di ottimismo e speranza?
  • 25 dicembre: quali aspetti e tratti di te stesso ritieni unici e speciali?
  • 26 dicembre: come vorresti fare la differenza, nel mondo o nella vita degli altri?
  • 27 dicembre: in che modo ti festeggi?

Estratto da: Tiffany Lazic. “The Great Work: Self-Knowledge and Healing Through the Wheel of the Year”.

The Great Work

Queste riflessioni mitologiche sul Figlio della Luce fanno parte di un più ampio progetto di lavoro interiore e crescita personale. Questa è infatti solamente la prima fase della Ruota dell’anno. Ecco come funziona:

La Ruota dell’anno 2021

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