Ostara (21-22 marzo): Primavera e Celebrazione della vita

Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l’equinozio di primavera. Potrebbe esserci ancora la neve per terra e persino qualche raffica di vento invernale, ma c’è una svolta nell’aria. In questo periodo dell’anno sappiamo che l’inverno è alle spalle, e ritornano calore e facilità. Lo scioglimento del ghiaccio provoca uno scioglimento interno, ispirando celebrazioni della vita che rinasce ancora una volta.

L’equinozio di primavera segna il momento in cui giorno e notte sono in equilibrio. Da una prospettiva simbolica è il trionfo della vita sulla morte. Ora possiamo sentire la differenza nella forza del sole e, a questo punto del ciclo solare, sappiamo che i giorni a venire porteranno più luce che buio. Il risveglio della vita è evidente nella natura tutt’intorno.

Ostara: l’equinozio di primavera (21-22 marzo)

Ostara è un punto di equilibrio perfetto nel viaggio attraverso la Ruota dell’Anno. La notte e il giorno sono di uguale durata e in perfetto equilibrio: buio e luce, maschile e femminile, interno ed esterno, in equilibrio. Ma l’anno sta crescendo e in questo momento la luce vince l’oscurità. Il mondo naturale sta prendendo vita, il sole sta guadagnando forza e le giornate si stanno allungando e si fanno più calde. La dolce promessa sussurrata di Imbolc si adempie nell’evidente e abbondante fertilità della Terra ad Ostara. È tempo che le speranze di Imbolc diventino azione. L’energia è espansiva ed esuberante. È il primo giorno di primavera!

ostara

Ostara prende il nome dalla dea germanica Eostre / Ostara, tradizionalmente onorata nel mese di aprile con feste per celebrare la fertilità, il rinnovamento e la rinascita. Fu da Eostre che si sviluppò la celebrazione della Pasqua, e anche la denominazione dell’ormone femminile E(o)strogeno. La Dea Ostara ha le spalle e la testa di una lepre. I simboli di Ostara sono:

La lepre (il coniglio)

Nella tradizione celtica, la lepre è sacra alla Dea Eostre, o Ostara; ed è l’animale totem delle dee lunari come Ecate, Freyja e Holda: la lepre è un simbolo della luna. E anche la data della Pasqua cristiana è determinata dalle fasi lunari. La lepre notturna, così strettamente associata alla luna che muore ogni mattina e risorge ogni sera, rappresenta anche la rinascita della natura in primavera. Si credeva che sia la luna che la lepre morissero ogni giorno per rinascere, quindi la lepre è un simbolo di immortalità.

ostara dea lepre

È anche un importante simbolo di fertilità e abbondanza poiché la lepre può concepire durante la gravidanza. Nel corso dei secoli il simbolo della Lepre ad Ostara è diventato il Coniglietto Pasquale.

L’uovo

Nei tempi antichi, prima della produzione controllata, le galline iniziavano a fare le uova in questo periodo. L’aumento delle ore di luce solare induce le galline a iniziare la deposizione; infatti se vengono lasciate alla loro biochimica naturale, le galline non produrranno uova quando ci sono meno di dodici ore di luce solare. In passato questo era di per sé motivo di celebrazione: un gradito cambiamento nella dieta! Questo può contribuire a spiegare il significato che sta dietro alle uova e al loro uso nelle celebrazioni in questo periodo dell’anno.

ostara uova

Come simbolo di fertilità, la tradizione li vuole colorati o seppelliti, richiamando intenzioni di prosperità e abbondanza. Molti miti associati a questo periodo si concentrano sulla rigenerazione, la risurrezione e il rinnovamento. Le celebrazioni contengono un implicito messaggio di fiducia e intraprendenza, la capacità di affrontare efficacemente le sfide e di resistere a qualsiasi ostacolo si sia trovato sul proprio cammino. Spesso la discesa negli inferi (durante l’inverno) ha richiesto sacrifici. La bellezza che abbonda in questo periodo dell’anno è una testimonianza che il sacrificio è valso lo sforzo. Seguendo la Ruota dell’Anno, abbiamo acquisito la forza interiore necessaria per essere all’altezza del compito nei prossimi mesi. Con questa conoscenza arriva una rinnovata energia e un desiderio per ciò che ci aspetta.

L’uovo (come tutti i semi) contiene “tutto il potenziale“, pieno di promesse e nuova vita. Simboleggia la rinascita della natura, la fertilità della Terra e tutta la creazione. In molte tradizioni l’uovo è un simbolo per l’intero universo. L’uovo “cosmico” contiene un equilibrio di maschio e femmina, chiaro e scuro, nel tuorlo e nel bianco d’uovo. La sfera dorata del tuorlo rappresenta il Dio Sole avvolto dalla Dea Bianca, perfetto equilibrio, quindi è particolarmente appropriato ad Ostara e all’Equinozio di Primavera quando tutto è in equilibrio solo per un momento, sebbene l’energia sottostante sia quella della crescita e dell’espansione .

Come sono collegati il coniglio e l’uovo?

Ecco una storia tradizionale gallese, per spiegare il legame tra il coniglio (la lepre) e l’uovo:

Il regno animale era tutto in grande eccitazione. Ci sarebbe stata una festa molto speciale e un ospite molto speciale sarebbe venuto a trovarli. L’ospite molto speciale non era altri che la dea e ogni creatura voleva farle un regalo molto speciale.

Ora alcuni degli animali erano ricchi e alcuni erano poveri, ma se ne andarono tutti a preparare i loro doni, perché solo il meglio si poteva offrire ad una Dea. La lepre era molto molto eccitata, amava teneramente la Dea e sebbene fosse molto povera aveva un cuore grande e generoso: le avrebbe fatto il regalo più bello che potesse trovare!

Lepre si precipitò a casa per vedere cosa poteva trovare da regalare alla Dea – guardava dappertutto, negli armadi e sotto il letto ma non c’era niente, anche la dispensa era vuota, non aveva assolutamente niente da darle. Tranne una cosa. Sul ripiano della dispensa c’era un solo uovo. E basta. Era l’unica cosa che gli era rimasta. Lepre prese delicatamente l’uovo dalla dispensa, lo decorò con amore e lo portò alla festa.

La lepre era molto preoccupata, quando vide che tutti gli altri animali davano doni d’oro e d’argento e gioielli preziosi e tutto ciò che lei aveva era un uovo. Alla fine tutti i doni erano stati aperti e quello della lepre era proprio l’ultimo. Lepre presenta molto timidamente l’uovo alla dea. Lei lo prese e lo guardò e vide il vero spirito dell’animale. Per questo lo nominò suo fedele compagno, perché aveva dato via tutto ciò che aveva.

Green Man

La figura del Green Man (Uomo Verde) compare in molti racconti antichi. Una faccia, circondata o fatta di foglie, ai nostri tempi usata soprattutto per la decorazione dei beccucci delle fontane nei giardini. Pensare che il mito dell’Uomo Verde risale ai tempi pre-cristiani; Sopravvisse nelle cattedrali gotiche e alto gotiche tedesche, inglesi e francesi, dove troviamo il Green Man con il suo volto frondoso in centinaia di sculture negli angoli, architravi e piedistalli. Questo è il Green Man del Duomo di Milano:

Come con qualsiasi archetipo, questa particolare figura è conosciuta con molti nomi, a seconda della cultura. È stato Cernunnos, Herne, Pan, Jack in the Green, John Barleycorn e Robin Goodfellow, solo per citarne alcuni. La verità di fondo che li collega tutti è che l’Uomo Verde rappresenta la vita risvegliata e il ritorno dell’abbondanza vegetativa. È anche il risveglio della vita interiore che fornisce le basi ricettive su cui costruire. Con attenzione, lavoro e impegno nei giorni a venire, l’abbondanza sarà sicuramente il culmine. In questo momento celebriamo questa opportunità.

Antichi archetipi culturali della celebrazione della vita:

  • Pan (greco) o Faunus (romano) è un dio della natura collegato alle greggi, ai luoghi selvaggi e alla musica.
  • Eos (greco) è la dea dell’alba.
  • Sylvanus (romano) è il dio della natura connesso con boschi, campi e greggi.
  • Aurora (romana) la dea dell’alba.
  • Flora (romana) è la dea della primavera e dei fiori.
  • Maia (romana) è una dea della primavera e della rinascita. Il suo nome significa “colei che porta aumento”.
  • Cernunnos (celtico) è un dio della natura e della fertilità.
  • Eostre (germanico) è una dea della primavera e della fertilità. Dal suo nome deriva la parola inglese per Pasqua (Easter).
  • Iduna (norvegese) è una dea della giovinezza e della primavera il cui nome significa “colei che rinnova”.

Riflessioni mitologiche personali (22-28 Marzo)

Queste riflessioni ti possono aiutare a connetterti con questo periodo di risveglio della natura:

  • 22 marzo: cosa ti fa sentire vivo?
  • 23 marzo: rifletti sulle lezioni che hai imparato durante un periodo di difficoltà.
  • 24 marzo: quali qualità di forza riconosci in te stesso?
  • 25 marzo: in che modo festeggi l’aver superato una sfida?
  • 26 marzo: quali sacrifici hai fatto nella tua vita per raggiungere un obiettivo?
  • 27 marzo: rifletti su ciò che desideri “piantare” per un futuro raccolto.
  • 28 marzo: in che modo ti prepari al cambiamento?

Queste riflessioni sono estratte da: “The Great Work: ciclo 2. Self-Knowledge and Healing Through the Wheel of the Year”.

The Great Work

Se vuoi approfondire, leggi: La Ruota dell’Anno, conoscenza di sé attraverso il ciclo delle stagioni

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